La storia dietro le note

La nascita di un cantautore
Il mio viaggio è iniziato da ragazzino, quando ho provato a scrivere la mia prima canzone. In quel momento ho capito che la musica non era solo qualcosa da ascoltare, ma un modo per dire cose che non riuscivo a esprimere parlando. Poco dopo sono arrivati la chitarra, il pianoforte, le prime notti passate a provare e riprovare, a cercare accordi e parole che suonassero “mie”. Ho capito che scrivere canzoni era ciò che non avrei mai potuto smettere di fare.
Mi spinge a creare musica il bisogno di dare un senso a quello che vivo: le cose belle, le cadute, le ferite, le nostalgie che non sai bene come spiegare a parole nella vita di tutti i giorni. Per me la musica è il modo più vero per mettere ordine nel caos, per parlare quando la voce normale non basta più. L’emozione principale che vorrei far provare è un misto di malinconia e speranza: voglio che chi ascolta si senta capito nelle proprie fragilità, ma mai senza via d’uscita.

Sul palco della vita
Un altro momento importante è stato salire sui primi palchi “veri”: trovarmi davanti a persone che ascoltavano in silenzio un brano nato nella mia stanza mi ha fatto capire che quelle emozioni potevano non essere solo “private”, ma diventare un ponte con gli altri. Lì ho realizzato che volevo continuare a scrivere non solo per sfogarmi, ma per condividere. Anche i periodi di stop mi hanno riportato sempre alla stessa consapevolezza: la mia via è la musica.
Max

Il mio sound: intimità e direzione
La mia musica mette sempre al centro le emozioni vere, anche quando fanno male, e le racconta con un linguaggio semplice ma molto visivo, pieno di immagini che ti restano addosso. Lavoro molto sulle atmosfere per farti sentire “dentro” la scena, come in un piccolo film. Cerco un equilibrio tra fragilità e forza, non l'essere perfetto ma l'essere autentico. Se dovessi descrivere il mio sound in poche parole direi: pop emotivo, cinematografico, intimo ma diretto.
Max
"Spero che si percepisca che la mia musica non nasce a tavolino, ma da esperienze vissute, da ferite, da amori complicati o da amori felici e da quella malinconia che però lascia sempre uno spiraglio di luce."
Max Di Chiara